SCIENZA: IL TRAPIANTO AUTOLOGO DELLA COROIDE

Con l'autorizzazione dell'autrice abbiamo il piacere di presentare una interessantissima relazione video della dott. Barbara Parolini, componente del nostro Comitato Scientifico e partecipante ai congressi sulle distrofie retiniche ereditarie svoltisi a Settimo Torinese (2015) e a Milano (2019).
Nel filmato si tratta approfonditamente del trapianto autologo della coroide, un delicatissimo intervento chirurgico indicato in alcuni casi di maculopatia essudativa. È bene precisare che tale intervento non può essere utile in tutte le maculopatie. La coroide è una struttura fortemente vascolarizzata posta sotto la retina. Si tratta di una relazione, pubblicata un mese fa, rivolta ad oculisti ma pensiamo che, per la chiarezza del linguaggio, possa essere compresa anche da parecchi pazienti. Per visionare il filmato cliccare qui sotto:

http://www.youtube.com/watch?v=Sjd2rfCoaYw

SCIENZA: CORONAVIRUS NELLE LACRIME

Mercoledì 22 aprile alcuni organi d'informazione hanno diffuso la notizia del ritrovamento del virus Covid19 nelle lacrime di una persona infettata. La ricerca è stata compiuta presso il prestigioso Istituto Spallanzani di Roma. Il fatto, di per sé, non stupisce in quanto probabilmente il virus, una volta penetrato nell'organismo, tende a diffondersi un po' ovunque. Stupisce tuttavia la sua permanenza nell'apparato oculare anche dopo la negativizzazione dei tamponi faringei e nasali. Si tratta comunque di uno studio molto limitato che dovrà necessariamente essere confrontato con altre osservazioni in corso a livello internazionale. Sembra tuttavia confermata la possibilità di una via di accesso del virus attraverso l'apparato oculare, principalmente tramite la congiuntiva. Il nostro comitato scientifico sottolinea tuttavia come queste notizie non modificano in nulla le norme di protezione indicate in precedenza.

SCIENZA: FOTORECETTORI DALLE CELLULE DELLA PELLE?

La prestigiosa rivista scientifica "Nature" ha recentemente pubblicato i risultati di una interessante ricerca neuro-oftalmologica sviluppata negli Stati Uniti.

E' bene comunque precisare che si tratta di uno studio portato avanti, per ora, soltanto a livello di topi. Il lavoro, coordinato presso il National Eye Institute dal prof. Kapil Bharti, sarebbe riuscito a trasformare direttamente, attraverso una tecnica di riprogrammazione lampo, cellule della pelle in fotorecettori a bastoncello. Tali cellule sarebbero state riprogrammate in dieci giorni senza dover preventivamente passare dallo stadio di staminali. dei quattordici topini trattati, anche affetti da alterazioni retiniche avanzate, sei avrebbero significativamente recuperato capacità visiva. I risultati positivi si sarebbero inoltre mantenuti nei tre mesi successivi all'intervento.

Anche se i presupposti scientifici della ricerca americana appaiono senz'altro molto seri, alcuni osservatori si mantengono comunque prudenti. Si ricorda infatti ancora molto bene lo scandalo verificatosi nel 2014 quando, un articolo riguardante un argomento simile, fu pubblicato a firma della ricercatrice giapponese Haruko Obokata. Nei mesi successivi lo studio risultò però falso ed il mentore scientifico della Obokata si suicidò (Vedi QUI per i dettagli) . Seguiremo pertanto attentamente gli sviluppi di questa interessante vicenda.

SCIENZA: ATTENZIONE ALLA CLOROCHINA

Riceviamo dagli amici dell'associazione RP-Liguria e volentieri pubblichiamo:


Premettendo che quello che segue non rappresenta un consiglio medico, e che è sempre necessario rivolgersi al proprio medico quando se ne ravvisi la necessità, ci è giunta la notizia che su molti social circola l’informazione che, tra gli approcci terapeutici per contrastare gli effetti devastanti del coronavirus, viene indicata anche la clorochina o idrossiclorochina.
Questa informazione può indurre il singolo cittadino a procurarsi autonomamente detto farmaco, magari con “metodi poco ortodossi”, procedendo quindi con il fai da te.
Sottolineiamo che l’uso di queste sostanze deve essere fatto esclusivamente sotto stretto controllo medico e in presenza di coronavirus accertato, non certo per profilassi o prevenzione.
Ricordiamo pertanto che clorochina e idrossiclorochina presentano diverse controindicazioni, non solo per i soggetti cardiopatici o affetti da favismo ma, per quanto concerne la vista, non devono essere somministrati a persone con alterazioni retiniche e del campo visivo e in caso di maculopatie.
Per lo stesso motivo, si raccomanda vivamente in ogni occasione di informare il medico sulle proprie condizioni retiniche, maculari o del campo visivo, affinché possa valutare la situazione personale nella sua completezza e assumere, di conseguenza, le decisioni più idonee.

SCIENZA: COVID19 E CONGIUNTIVITE

Abbiamo chiesto al nostro Comitato Scientifico, a seguito di alcune segnalazioni apparse in rete, di scriverci qualcosa sulle implicazioni oculari del Coronavirus. Ecco un primo contributo fattoci pervenire dall'oculista dott. Mario Vanzetti:

In questi giorni è naturale che le continue notizie che ci giungono da moltissime fonti, spesso poco controllate e contraddittorie, finiscano con il creare dubbi e perplessità in tutti noi.
I dubbi li abbiamo tutti, sia chiaro, anche i medici e il personale sanitario, e forse noi medici abbiamo ancora più dubbi perché dobbiamo dare delle risposte alle legittime domande che ci vengono poste dai pazienti.
Allora, prima di entrare in argomento voglio fare una premessa
Questa epidemia, che è scoppiata da poco più di tre mesi e che al momento non sembra rallentare nel mondo, è legata ad un virus che non conoscevamo, di cui sappiamo ancora poco con certezza.
Tutto quello che pensiamo oggi di sapere sono ipotesi, legate all’osservazione diretta e all’esperienza di medici diversi, che hanno agito sotto stress in modi, luoghi culture diverse, senza molto tempo per elaborare teorie provate e sicure.
Quello che sappiamo oggi potrebbe essere superato domani, quindi prendete queste mie parole come una fotografia della realtà oggi, e oltretutto una fotografia mossa e sfocata.
insomma, entriamo nell’argomento: da subito è stata riportata la notizia che tra i morti lamentati in Cina c’è il dott. Li Wenliang un giovane oftalmologo che per primo ha segnalato il possibile inizio della diffusione di una polmonite legata ad un nuovo virus. Ma è sufficiente questa drammatica testimonianza per legare un occhio rosso al Corona virus?
Risposta, a questo punto ovvia: non lo sappiamo
il problema è che, per i motivi che spiegavo prima, non abbiamo raccolto, fino ad ora, un numero sufficiente di casi e non è stato ancora possibile controllarli adeguatamente per poter dare una risposta sicura ed attendibile.
Nelle chat tra Colleghi qualcuno riferisce di aver visto pazienti con la congiuntivite, che poi sono risultati positivi al test, ma sono esperienze personali che non possono essere considerate una vera prova, e poi soprattutto non esiste al momento in queste osservazioni un criterio comune per definire di che forma di congiuntivite si sia trattato.
La congiuntivite è una delle malattie oculari più comuni e può manifestarsi o in forma acuta o cronica. Può essere causata da un’infezione batterica, virale o da altri microorganismi o parassiti. Ma può anche derivare da una reazione allergica a elementi come pollini, acari della polvere, peli di animali, e ora sta per iniziare la primavera per cui molte persone presenteranno forme di irritazione oculare.
Leggo oggi un articolo dell’American Academy of Ophthalmology che riporta la presenza di iperemia congiuntivale (occhio rosso) in 9 su 1099 pazienti (0,8%) con diagnosi di COVID-19. Il dato proviene da 30 ospedali sparsi in tutta la Cina. (Naturalmente dobbiamo attendere, prima di esprimerci, i futuri dati su numeri di pazienti ancora più alti)
Da queste informazioni, quindi, sembra che la congiuntivite da COVID-19 rappresenti un evento non frequente. Le altre forme di congiuntivite, come abbiamo detto sopra, sono comuni, pertanto frequentemente i pazienti contagiati arrivano come pronto soccorso all’attenzione degli oculisti, e questo aumenta la possibilità che gli oftalmologi possano essere i primi specialisti in grado di esaminare pazienti potenzialmente affetti da COVID-19
Consigli pratici: la sola presenza di un occhio rosso non permette la diagnosi o anche solo il sospetto di un’infezione da COVID-19. Non vi precipitate quindi in ospedale perché avete paura. Andate piuttosto, se avete male o un forte rossore, dall'oculista per avere la terapia oftalmologica adatta. In questo momento è decisamente sconsigliabile affollare inutilmente gli ospedali. sono Sono sospese infatti in oculistica tutte le attivitàà non urgenti, di controllo e di routine. Ciò per evitare di diffondere il contagio.
Molto più utile per le persone che non vogliono infettarsi è ricordare che la congiuntiva potrebbe essere un’importante via d’accesso al virus. Al momento non esistono dati sicuri della resistenza del virus sulle varie superfici, quindi potrebbe essere possibile che una mano che ha toccato una superficie contaminata porti il virus alla bocca, al naso o all’occhio
Personalmente sconsiglio dunque l’uso di lenti a contatto, al limite usate soltanto quelle monouso giornaliere.
Sono sempre validi comunque i consigli generali di lavarsi frequentemente le mani, evitare di toccarsi gli occhi, non utilizzare asciugamani in comune ecc.
A risentirci nel caso di aggiornamenti importanti

Dr. Mario Vanzetti

 

SCIENZA: TERAPIA GENICA AD AMPIO SPETTRO

I ricercatori del Massachusetts Eye and Ear Hospital di Boston stanno sperimentando, ancora su modelli animali, una interessante terapia genica potenzialmente rivolta a pazienti affetti da retinite pigmentosa. Questa patologia può infatti essere causata da anomalie su oltre centocinquanta geni e nel 40% dei malati spesso non è possibile rinvenire la mutazione fra quelle conosciute. Questo progetto si propone pertanto di mettere a punto una terapia genica "ad ampio spettro" utilizzabile possibilmente su tutti i casi di retinite pigmentosa. Per fare ciò si cercherebbe di intervenire su un particolare gene recettore dell'ormone nucleare denominato "NR2E3". Questo specifico gene, che andrebbe trattato attraverso un vettore virale adeno-associato, avrebbe un ruolo importante nel mantenimento della funzionalità retinica. I risultati sembrerebbero incoraggianti ma, lo ripetiamo, siamo ancora al livello della sperimentazione sui topi. Staremo a vedere se ci saranno sviluppi.

SCIENZA: TERAPIA SPERIMENTALE CON CELLULE STAMINALI

L'azienda farmaceutica americana Reneuron-Group ha diffuso alcuni dati incoraggianti a dodici mesi dalla somministrazione, su un gruppo di pazienti affetti da retinite pigmentosa, di una terapia sperimentale a base di cellule staminali progenitrici retiniche HRPC. Si tratta di una ricerca in fase I/IIA, quindi ancora abbastanza allo stato preliminare. Gli studiosi si sono tuttavia dichiarati soddisfatti soprattutto per i miglioramenti del visus che sono rimasti costanti dopo un anno. La Reneuron-Group ha pertanto chiesto alla FDA di autorizzare la prosecuzione della ricerca inserendo nuovi pazienti e con dosaggi più forti. Verrà altresì probabilmente inserito nel progetto anche l'Oxford Eye Hospital in Gran Bretagna.

UN'INDAGINE SULLA RETINITE PIGMENTOSA

Una importante azienda specializzata in rilevazioni demoscopiche in ambito sanitario ci ha contattati allo scopo di reperire persone disposte a farsi intervistare sulla gestione della propria vita quotidiana. I soggetti devono essere necessariamente maggiorenni, non ancora riconosciuti ciechi civili, affetti da retinite pigmentosa o coroideremia e, solo per i pazienti con retinite pigmentosa, di sesso maschile. Poiché non sarà facile selezionare il campione di persone con caratteristiche così precise è previsto, a favore di chi sarà disposto a collaborare, un contributo economico di € 85, di cui il 10% sarà devoluto alla nostra associazione. L'intervista si svolgerà attraverso il telefono ed avrà una durata di circa un'ora. Possiamo comunque tranquillizzare i nostri lettori che l'operazione è seria e che sarà rispettata la privacy degli intervistati.
Chi dunque fosse interessato ad attivare il percorso dovrà preventivamente registrarsi cliccando sul link inserito qui sotto:

https://www.liberatingsurveys.com/it/enquire/348/orgchaooa

SCIENZA: TERAPIA SPERIMENTALE PER LCA10

La Macular & Genoma Fondation onlus di Roma si sta occupando di selezionare i partecipanti italiani ad una ricerca a doppio cieco relativa all'Amaurosi Congenita di Leber di tipo 10 (LCA10). Si tratta di sperimentare concretamente l'efficacia di un nuovo farmaco, denominato "Sepofarsen", potenzialmente in grado di correggere la produzione della proteina CEP290, indispensabile per la conservazione dei fotorecettori. Non si tratta di una terapia genica ma della somministrazione controllata di oligonucleotidi Antisenso. I pazienti che saranno selezionati dovranno presentare una singola mutazione genetica e quindi non potranno essere arruolati tutti coloro che soffrono di Amaurosi Congenita di Leber. Lo studio è giunto alla fase di sviluppo 3 e quindi appare già ad uno stadio piuttosto avanzato. Per maggiori informazioni telefonare al seguente numero: 06 - 32.00.369.

COMITATO SCIENTIFICO: I VIDEO DEGLI INTERVENTI

Sabato 11 gennaio si è svolta, come preannunciato, una riunione ristretta del Comitato Scientifico che ha riscosso un notevole interesse fra i partecipanti. Si tratta pertanto di una iniziativa che verrà probabilmente replicata dopo l'estate. Il principale argomento trattato riguardava nuove ipotesi sull'eziopatogenesi delle degenerazioni maculari e glaucoma. Sul punto ha svolto una lunga ed approfondita relazione il dott. Fabrizio Magonio della casa di cura Igea di Milano. È quindi seguita una interessante discussione scientifica.
Come sempre, per tutte le nostre iniziative di maggiore interesse, abbiamo provveduto ad effettuare alcuni video relativi a l'evento. Possiamo pertanto offrire ai nostri lettori la registrazione integrale della relazione pronunciata dal dott. Magonio ed altre cinque interviste raccolte a margine della riunione. Per visionare i filmati cliccare qui sotto:

- RELAZIONE MAGISTRALE DOTT. FABRIZIO MAGONIO

- DOTT. FABRIZIO MAGONIO: INTERVISTA

- AGGIORNAMENTO SULLA TERAPIA GENICA: DOTT. MARIO VANZETTI

- CATARATTA, QUANDO INTERVENIRE? DOTT. LUIGI FUSI

- LA CORREZIONE LASER DEI DIFETTI RIFRATTIVI: DOTT. FRANCESCO MELE

- LA COMMISSIONE CIECHI DELL'ASL TO-4: DOTT. GIUSEPPE DE MARIE