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EDITORIALE: CENTO DI QUESTI ANNI!

Quando si brinda per un compleanno si usa augurare al festeggiato: "Cento di questi giorni". Ebbene, qualcuno è giunto a questo ambito traguardo e dimostra pienamente la veneranda età: rughe, frasi sempre uguali, lentezza di riflessi, predilezione per le comode poltrone ecc. Come non unirci dunque al coretto dei "Tanti auguri a te... tanti auguri UICI?", cantato con voce sommessa dai pochi parenti e dal personale operante nella casa di riposo?
Ma che bello... notiamo anche, nel piccolo gruppetto di annoiati invitati..., niente di meno che il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte... Eccolo! Si avvicina alla festeggiata e gli porge il suo regalino: non una vestaglia ricamata o una camicia da notte calda e confortevole, ma un assegno di ben due milioni di euro, staccato ovviamente a nome di tutti noi contribuenti e con un gran sorriso di circostanza:
"Così ti potrai prendere qualche piccola soddisfazione mia cara..." - afferma il buon Giuseppe nel mezzo della festa - "Non sapevo i tuoi gusti..., le tue necessità più impellenti..., e qualche soldino fa sempre comodo... vero amica mia?"
Già... è proprio così. Un comma nascosto della legge di bilancio 2020 stanzia ben un milione di euro per sostenere le iniziative connesse al centenario dell'Unione Italiana Ciechi. Un milione di euro per potersi dire meglio: "Come siamo belli..., come siamo bravi!". E poi c'è qualcuno che osa ancora affermare che in Italia infuria la crisi economica?
E scorrendo ancora i commi troviamo un altro milioncino come semplice "contributo straordinario". Ma che meraviglia, che soddisfazione per l'apparato centenario, ormai tremante e traballante!
Ma i due milioncini tondi tondi non bastano certo a sostenere gli ingenti sforzi della vegliarda. Per rimanere in vita ella ha bisogno di medicine costose, integratori, flebo, bombole di ossigeno e trattamenti di ogni genere. Ecco allora che..., pensa e ripensa..., si decide di avviare anche una campagna di raccolta fondi sui social network. E già: abbiamo si cento anni ma qualcuno ci ha spiegato che esiste pure questo modo moderno per raggranellare qualche spicciolo. Cento anni fa lo facevamo fisicamente davanti alle chiese, oggi si può mettere il cappello "sull'internet" e magari qualcosa arriva come ai bei tempi!
Gli slogan ovviamente sono sempre i medesimi: donaci la luce, regala una visita al mio cane guida, e altre amenità del genere. I giovani non vedenti protestano? Ci chiedono quale sarà la scuola cani guida beneficiata? Ci riempiono la bacheca di critiche e commenti salaci? Ma chi se ne frega, qualche benefattore ci sarà sempre e tutto fa brodo. Il disagio è palpabile fra i giovani non vedenti ma l'apparato non sente, non vede, non parla. In verità anche il nostro Comitato Cani Guida ha osato porre qualche timida domanda. Ovviamente non è giunto altro che silenzio.
Poveri noi cretini dell'APRI, compiamo si soltanto trenta anni nel 2020 e non ci sogniamo neppure lontanamente di chiedere soldi agli enti pubblici per festeggiare il nostro compleanno. Ma forse è giusto così: i trentenni hanno la forza, la speranza nel futuro, l'energia ancora giovanile e la volontà di farcela da soli. Lasciamo l'assistenzialismo fine a sé stesso ai poveri centenari!

Marco BONGI
Pericle FARRIS
Dajana GIOFFRé
Simona VALINOTTI